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23 Aprile 2007

Messaggio agli scouts cattolici in italia in occasione del centenario dello scoutismo

Carissimi fratelli e sorelle dello scoutismo cattolico presenti nelle Chiese particolari d'Italia,

i vostri Vescovi gioiscono con voi per il centesimo anniversario della nascita dello scoutismo e quindi per i cento anni di fedeltà ad un'opera educativa che ha fatto crescere in tanti paesi del mondo, inclusa la nostra Italia, innumerevoli donne e uomini impegnati a rendere questo mondo migliore di come l'hanno trovato.
Lo scoutismo cattolico è stato ed è tuttora un elemento prezioso del tessuto ecclesiale e sociale del nostro paese e lo ha servito attraverso una limpida - a volte straordinaria - testimonianza al Vangelo e attraverso l'assunzione delle responsabilità di una cittadinanza attiva, generosa e libera, carica di slancio e di speranza, dedita alla ricerca del bene di tutti.
Siete oggi gli eredi ed i protagonisti di una grande avventura educativa, una proposta pedagogica che ha attraversato con inalterata genuinità il secolo scorso e che è pronta a passare il testimone al terzo millennio.
Come è noto, nel 1907, il fondatore Lord Baden Powell, con un piccolo gruppo di ragazzi dà avvio a questa avventura che oggi vede coinvolti milioni di giovani in tutto il mondo. E solo pochi anni dopo, nel 1916, nasce in Italia lo scoutismo cattolico. A detta di molti, e per testimonianza dello stesso fondatore, l'incontro dello scoutismo con la fede cattolica si è rivelato fecondo e provvidenziale, costituendo una scuola di crescita per cristiani autentici e una fonte di genuina spiritualità. Un incontro che ha valorizzato e posto in evidenza, con tipica originalità, la bellezza e il vigore del messaggio evangelico e della energia che si sprigiona quando Cristo, vivente nella sua Chiesa, viene accolto e inserito là dove si opera per la persona umana, la sua verità, la sua dignità, la sua libertà.
Siete dunque collaboratori preziosi della missione educatrice della Chiesa per orientare la vita dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti verso orizzonti di speranza e di rinnovata fiducia nella bellezza della vita e del servizio ai fratelli, per contribuire a far riscoprire il senso della storia e a far riacquistare la fiducia nell'uomo. In una società che vive spesso drammi profondi in un contesto di sfiducia e di violenza, occorre, oggi, far sentire la forza della fede, l'urgenza della solidarietà e di una vita donata per amore alla crescita di tutti nel bene e nella fiducia verso un mondo migliore.

1. Una parola sulla legge e sulla promessa
La "legge" e la "promessa" che guidano il vostro "gioco", rendono chiara e verificabile la vostra avventura e orientano la vostra strada. Esse propongono una chiara visione della vita umana improntata su virtù difficili: bontà, vigore morale e letizia, saggezza e senso di giustizia, sobrietà e lealtà di parola e contegno, purezza di cuore, amicizia e fraternità. Sono virtù che facilitano il giovane nel realizzare il progetto di Dio nella propria esistenza. Considerate l'assonanza che si riscontra con quanto affermato nel decreto sull'apostolato dei laici del Concilio Vaticano II: "tutti i laici facciano di gran conto... di quelle virtù che riguardano i rapporti sociali, come la correttezza, lo spirito di giustizia, la sincerità, la cortesia, la fortezza d'animo. Virtù senza le quali non ci può neanche essere un vera vita cristiana" (Apostolicam actuositatem, 4). Le chiamiamo "virtù difficili" perché voi sapete quanto sia impegnativa e ardua la loro costruzione nel cuore umano. Eppure siamo convinti che sia necessario indicare ai giovani la via faticosa e in salita che conduce alla loro acquisizione, evitando la pericolosa e mortificante abitudine di accontentarsi di percorsi permissivi, in discesa, facili e larghi, ma proprio per questo - come dice il Vangelo - antesignani di rovina.
Non abbiate paura di proporre ai giovani i grandi ideali. Solo leggi impegnative e liberamente accolte con generosa adesione, espressa da responsabile promessa, possono garantire la pienezza della vita e la sua fecondità nel bene.

2. Estote parati
Sono due parole latine che conoscete bene: "estote parati" è una raccomandazione che Gesù ci rivolge nel Vangelo di Luca (12,35) dove il Maestro richiama l'immagine della cintura ai fianchi e della lucerne accese. "Siate pronti!": è lo stile di coloro che aspettano e vegliano attenti e pronti a servire; di coloro che sono ben preparati per mettersi in strada e camminare speditamente. E' l'atteggiamento vigile di chi conduce una vita sobria e libera da tutto ciò che ingombra lo spirito e appesantisce il percorso. Di coloro che sanno rispondere alla chiamata del Signore con prontezza e disponibilità educandosi al discernimento, vigili e capaci di scrutare l'orizzonte per individuare tempestivamente le frontiere sempre nuove verso cui chiama lo Spirito. E' lo stile dei testimoni di Cristo crocefisso e risorto speranza del mondo, come abbiamo pregato al quarto convegno ecclesiale di Verona: donne e uomini nuovi nel cuore e nella mente, servitori ed apostoli dell'annuncio del Vangelo. A questo riguardo, i vostri Vescovi vi confidano che si attendono una grande e rinnovata attenzione alle vocazioni sacerdotali, certamente presenti in mezzo a voi.

3. Una scuola di vita per tutti
Ricordiamo con voi che il metodo scout, proprio perché si fa attento alle vocazioni di ognuno e si adatta a età e provenienze diverse, è accolto e praticato da ragazzi e giovani provenienti da molte tradizioni culturali e sociali. E' una scuola di vita aperta a tutti. Questa dimensione di larga accoglienza va incoraggiata, ma essa - per non diventare causa di un'educazione superficiale e priva della necessaria identità cristiana - vi chiede di saper conciliare la capacità di un dialogo rispettoso della diversità delle culture e delle storie personali con la chiarezza e la completezza della proposta evangelica. Non saremo più accoglienti se saremo meno cristiani. E' vero il contrario: la chiarezza e la generosità della nostra professione di fede e di vita cristiana, se autentica, è la strada maestra per saper accogliere veramente e offrire il meglio di noi stessi a chiunque voglia condividere con noi un pezzo di strada. Senza gli equivoci del proselitismo, ma senza attenuare il profilo della splendida gloria di Dio che rifulge sul volto di Cristo. Occorre coerenza e continuità tra fede e vita, tra pensiero cristiano e azione pratica. Occorre praticare una condotta lineare, ispirata alla fedeltà verso la Chiesa, che aiuti i giovani ad affrancarsi dalle suggestioni di modelli culturali o di costume apparentemente innovatori, ma in realtà ancorati al conformismo e fondati sulla falsa pace del diffuso relativismo, per il quale alla fine non esiste più nulla per cui valga la pena di morire. E quindi anche di vivere!
Raccogliere questa sfida educativa chiede alle associazioni scouts cattoliche la capacità di modellare la propria proposta educativa affinché essa conservi la sua peculiare genialità e attualità. I percorsi educativi e gli itinerari di formazione alla fede e alla vita diventano oggi sempre più complessi e richiedono, da parte degli educatori, una preparazione sempre più autentica e pertinente.
Accanto alle sfide educative e a servizio del loro corretto ed efficace esercizio vi è il prioritario impegno formativo degli educatori. Sappiamo quanta fatica e quanta intelligenza voi riservate alla "formazione dei formatori". Non fate sconti su questa fatica: essa costituisce un elemento decisivo della qualità dello scoutismo e una garanzia necessaria per il suo futuro. A questo proposito, vogliamo esprimere un sentimento di particolare gratitudine per i Presbiteri, i Religiosi e i Diaconi che prestano il loro servizio come Assistenti nelle Associazioni. Da loro dipende in gran parte, anche se non in modo esclusivo, la cura della formazione di base e del continuo aggiornamento spirituale e pedagogico delle comunità dei Capi. A tutti gli educatori adulti, e in particolare agli Assistenti, infatti, compete il servizio di aiutare e sostenere i giovani Capi nel difficile ma entusiasmante compito di accompagnare la crescita umana e cristiana dei ragazzi e delle ragazze che sono loro affidati nel "grande gioco" dello scoutismo.

4. Costruire assieme Chiesa e città
La collaborazione tra le aggregazioni ecclesiali per la trasmissione e la condivisione del patrimonio della fede, con il suo inestimabile valore umanizzante e liberante, e per l'animazione cristiana della società, si impone come sempre, e oggi più che mai, all'attenzione di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Chiesa, del nostro paese e della convivenza umana.
Occorrono cristiani, uomini e donne, assidui e generosi operai del cantiere in cui si respira l'aria sana e pura del Vangelo e si costruisce un mondo dove si trova più pace e giustizia , più libertà e verità. La pace, la giustizia, il diritto alla vita e soprattutto la meravigliosa ma esigente realtà della comunità coniugale e familiare sono oggi, spesso, valori minacciati o negati. Anche la salvaguardia e il rispetto per la natura sono travolti da un insaziabile consumismo e da irresponsabili sprechi. E la violenza attraversa con il suo alto prezzo di sangue le nostre contrade e i rapporti tra i popoli. La scuola stessa sperimenta inquietudini e rischi educativi.
Occorrono, in particolare, testimonianze di vita e azioni culturali adeguate alla difesa dell'equilibrio della natura, non spinti da un vago ecologismo più "gridato" che capace di tradursi in pratica impegnativa di sobrietà e di rispetto, ma guidati da un intelligente senso di responsabilità per un bene prezioso da conservare e promuovere per la felicità di tutti, specialmente per quella delle future generazioni. In tale ambito lo scoutismo può continuare a svolgere una grande opera.
Il vostro fondatore Baden Powell ha indicato più volte la grande via del metodo scout, e la meta costante di tutti gli sforzi educativi: formare i giovani alla più autentica e trasparente testimonianza cristiana e alla generosa assunzione di responsabilità civiche, per una cittadinanza attiva, impegnata a costruire una città dell'uomo solidale e partecipata, soprattutto attenta a dare voce ai più poveri.
Dobbiamo mirare insieme, cari fratelli e sorelle dello scoutismo cattolico italiano, ad una Chiesa sempre più unita e fraterna, sempre più coerente con la sua missione e trasparente di valori evangelici. Dobbiamo mirare insieme ad un mondo più umano, più giusto e più sereno.
E' questa una sfida che può essere adeguatamente affrontata solo da uomini e donne consapevoli e liberi, illuminati dal Vangelo, permeati dalla parola e dalla grazia di Cristo, capaci di accogliersi a vicenda e di integrare nella fraternità differenze e sensibilità diverse, in perenne slancio verso il Regno di Cristo Signore; e, allo stesso tempo, formati alla partecipazione attiva nella società e alle responsabilità che ne conseguono. E' un cammino di comunione che comincia nella Chiesa, tra le varie forme di aggregazione che lo Spirito suscita per la sua vitalità, e che per lo scoutismo cattolico ha un suo imprescindibile terreno di edificazione in un fraterno rapporto tra le Associazioni che lo impersonano, riconosciute dai Pastori.

Cento anni sono molti, ma possono apparire anche poca cosa nei confronti dei ritmi della storia e delle evoluzioni epocali. Sono però un tratto di strada che offre insieme una grande esperienza nel passato e apre una responsabilità altrettanto grande per il futuro. A voi è dato di raccogliere una splendida eredità, prenderne in mano il testimone e fare del vostro meglio per portarla avanti in un altro tratto del percorso.
I vostri Vescovi sono con voi, vi sono riconoscenti e si aspettano molto da voi e dalla vostra passione educativa.
Essi sanno che anche il Signore Gesù attende da voi il giusto "traffico" dei talenti che lo scoutismo vi ha posto in mano.
Che il Signore stesso possa dire a tutti voi, soprattutto ai vostri Capi e Assistenti, "Vieni servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo Signore" (Mt 25,21).
Buona caccia, buona avventura, buona strada!
La grazia di Dio Padre, la comunione d'amore fecondo del suo Figlio Gesù e l'azione potente dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Roma, 23 aprile 2007
memoria di San Giorgio

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