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18 Gennaio 2007

Proposta di modifica Iter Fo.Ca.

La commissione istituita da Capo Guida e Capo Scout in esecuzione del mandato ricevuto dalla mozione 31/2006 aveva il compito di esplorare nuove modalità di formazione dei soci adulti proponendo al CG 2007 nuovi percorsi di formazione da sperimentare nonché i criteri di efficacia.
La mozione dava atto della condivisione da parte del CG della analisi dell'iter attuale come presentata nei documenti preparatori dal comitato nazionale e dava alcune indicazioni da tenere presenti nella elaborazione.
Tali indicazioni erano:

  1. tempi maggiormente attenti alle esigenze personali con particolare riferimento alla collocazione del CFM all'interno del tirocinio e ai partecipanti adulti
  2. valorizzazione delle risorse esterne alla formazione
  3. risposte ai tempi di vita, alle esigenze formative, alla realtà sociale e personale dei Capi
  4. elaborazione di un disegno più armonico dei tempi della formazione e delle modalità di autorizzazione delle Unità.
Alla luce di tali indicazioni e partendo dalla analisi dell'iter attuale e dai dati dei censimenti 2004 (dai quali emerge da un lato che le deroghe sono diventate sistema - anche se sarebbe interessante conoscere il dato disgregato perché non tutte le situazioni rientranti nell'art. 10 sono uguali tra loro - e che i capi in servizio attivo con nomina a capo rappresentano una percentuale molto bassa (ben sotto il 50%).la commissione ha ritenuto importante e preliminare alla formulazione di proposte di modifica individuare le parole chiave della formazione e i bisogni formativi cui appare necessario rispondere.

Le parole chiave della formazione

Sicuramente la formazione deve essere di qualità. Dobbiamo garantire con l'iter istituzionale che i capi che hanno la responsabilità delle Unità posseggano i requisiti necessari per svolgere nel modo migliore il loro servizio. E' necessario quindi superare la logica delle deroghe che non appare in grado di garantire la qualità. Le troppe trasgressioni finiscono per minare il senso stesso della norma ed il valore educativo che le norme stesse dovrebbero avere.
Occorre sicuramente personalizzare maggiormente la proposta per poter tenere conto delle esigenze, competenze, esperienze e dei tempi di ciascuno, pur dovendo ovviamente garantire omogeneità.
Come conseguenza della personalizzazione, il modello deve poter quindi avere maggiori caratteristiche di elasticità senza perdere ovviamente di vista l'obiettivo della qualità già evidenziato. La formazione deve poter seguire la persona nel corso del suo servizio, con un percorso maggiormente personalizzato e rispecchiante le competenze ed esperienze di ciascuno.
Le esperienze formative devono poter essere non solo occasioni di confronto teorico ma essere luogo di confronto di esperienze con una particolare attenzione alla necessità di offrire momenti di verifica della propria attività e del proprio fare.
La formazione non passa solo attraverso gli eventi ma anche attraverso il coinvolgimento effettivo delle Coca, delle Zone ecc... con le rispettive competenze.
E' necessario far circolare sempre di più una cultura della formazione: la formazione è utile a me, al mio sevizio, ai ragazzi che mi sono affidati, non è qualcosa cui sono obbligato a partecipare.

Bisogni formativi

Risulta evidente come il bisogno primario emergente dalla analisi effettuata dalla precedente commissione riguarda la ricerca di una identità personale solida da giocare in modo sereno nella relazione educativa. E' necessario rispondere a questa esigenza di formazione personale e vocazionale che chiaramente è presente in particolare nelle persone che entrano in CoCa dal Clan e riguarda meno gli adulti (ex o extra associativi che siano) e a cui ora si cerca di rispondere ritagliando un tempo all'interno del CFM.
Senza dimenticare che questo compito spetta alle CoCa e che queste devono essere supportate appare necessaria, alla luce di quanto è emerso nella analisi, a livello istituzionale una risposta ed un supporto forte, perché la qualità della formazione non ne può prescindere.
Nell'ambito di questa esigenza formativa personale una attenzione particolare dovrebbe essere posta, vista sempre la analisi dei bisogni, alla scelta di fede e soprattutto a come tradurla in termini di testimonianza e di percorso per i nostri ragazzi.

Tenendo conto di queste premesse la commissione ha elaborato delle proposte che hanno tutte in comune la suddivisione dell'iter in più fasi.
Una prima fase ha come obiettivo quello di garantire il livello di formazione ritenuto necessario per attribuire al socio adulto la autorizzazione ad avere la responsabilità di una Unità.
La fase successiva (o le fasi successive se si separano i due obiettivi) ha come obiettivo la nomina a Capo e il wood badge. La commissione ha ritenuto di proporre alla discussione del CG più ipotesi alternative sia perché emerse dai contributi ricevuti sia per dare maggiore spazio alla discussione del CG su un tema così complesso come è la formazione dei Capi della Associazione.

PRIMA FASE DELL'ITER
OBIETTIVO: AUTORIZZAZIONE AD AVERE RESPONSABILITA' DELLA UNITA'

Lo scopo della proposta è di offrire occasioni di formazione che risultino idonee a fornire una qualità di formazione, in questa fase formativa, adeguata e necessaria per poter avere la responsabilità di una Unità ed evitare l'attuale sistema delle deroghe, andando incontro ai bisogni dei capi emersi durante le analisi fatte dalle precedenti commissioni e dalla foca naz.
Abbiamo inserito il Campo di Formazione Personale per rispondere al bisogno formativo emergente dalla analisi e consistente nella ricerca di una identità personale solida da giocare nella relazione educativa.
Il CFM viene ridotto a 5 giorni sia perché non dovrà più preoccuparsi degli aspetti vocazionali sia per venire incontro alle esigenze personali di partecipazione.
Con riferimento al CEP si ipotizza che la Zona su richiesta e parere della CoCa potrà valutarsi non necessaria la partecipazione di adulti che rientrano in Associazione dopo anni di pausa o che vi entrano ex novo, vista la natura dell'evento.

Il primo anno di presenza in CoCa e di servizio educativo sarà quindi dedicato alla formazione attraverso:
Il tirocinio
Il Campo di Formazione Personale della durata di tre giorni (CFP)
Il Campo di Formazione Metodologica di cinque giorni (CFM)

Accanto a questi momenti istituzionali la formazione troverà ulteriori stimoli e occasioni nella partecipazione ad incontri di Zona, di Branca, ecc... senza che gli stessi siano resi obbligatori ma la partecipazione ai quali è sicuramente opportuna e da sollecitare.

Pur apparendo preferenziale la sequenza CFP-CFM non la si ipotizza cogente e non si fissano i momenti in cui partecipare a questi eventi di formazione, nel corso del tirocinio, per rispondere alla esigenza di personalizzazione e di rispetto dei tempi e delle esigenze di ciascuno.

Per quanto attiene alla responsabilità della conduzione del CFP la commissione individua due ipotesi alternative tra cui il CG sarà chiamato a scegliere:
  1. a cura della Regione con incarico affidato al Consiglio Regionale di decidere se effettuarlo a livello regionale, di zona, di interzona. Come indicazione viene ritenuto preferibile il livello di zona, tenendo conto delle finalità dell'evento, che per le sue caratteristiche deve essere il più vicino possibile ai partecipanti, ma ogni Regione potrà decidere diversamente alla luce delle diverse realtà locali. Questa ipotesi appare garantire maggiore qualità ed uniformità con il rischio però di allontanare l'evento dai partecipanti
  2. a cura della Zona per garantire vicinanza e accompagnamento con possibilità di chiedere aiuto alla Regione come organizzazione e come formatori e/o di consorziarsi tra Zone.
Accanto alla ipotesi che prevede così conclusa la prima fase dell'iter con la conseguenza che dopo l'anno di tirocinio, avvenuta la partecipazione a due eventi, la Zona possa dare la autorizzazione, la commissione propone una seconda ipotesi, per rispondere alla esigenza di prevedere un momento di verifica e di confronto delle esperienze fatte con attenzione alla valenza pedagogica delle scelte, che prevede un ulteriore momento da effettuarsi dopo almeno 6 mesi dal secondo degli altri due (CFP o CFM).
Questo momento di verifica viene proposto come weekend interbranca a cura della Regione, dopo la partecipazione al quale potrà essere rilasciata la autorizzazione.

In entrambe le ipotesi la autorizzazione viene data per tre anni per la Branca per la quale si è svolto il CFM.
In caso di cambiamento di branca, senza concludere la seconda parte dell'iter, è necessaria la partecipazione ad un weekend metodologico (CAM), nella convinzione che così può garantirsi qualità nello svolgimento del servizio in una branca diversa in attesa di concludere l'iter.

QUADRO RIASSUNTIVO

PRIMA IPOTESI,
Non prevede l'evento di verifica.
Sono previste due alternative con riferimento a chi si occupa del CFP

Prima alternativa
QUANDO COSA CHI (si occupa di formazione) DOVE VERIFICA
1° anno tirocinio Capi Unità Staff/CoCa
Zona/Regione
Staff/Coca
Zona/Regione
1° anno CFP FoCa di zona con eventuale supporto regionale Zona FoCa di Zona
1° anno CFM FoCa Regionale Regione FoCa Regionale

Seconda alternativa
QUANDO COSA CHI (si occupa di formazione) DOVE VERIFICA
1° anno tirocinio Capi Unità Staff/CoCa
Zona/Regione
Staff/Coca
Zona/Regione
1° anno CFP FoCa Regionale con possibilità di delega a Zona (CoRe) Regione o Zona FoCa Regionale
CoRe.
1° anno CFM FoCa Regionale Regione FoCa Regionale

Alla fine del primo anno la Zona rilascia la autorizzazione a chi ha svolto il tirocinio e ha partecipato ai due eventi formativi. La Zona su parere della CoCa può autorizzare adulti, anche senza la partecipazione al CFP, sempre che ovviamente abbiano svolto il tirocinio e partecipato al CFM.

SECONDA IPOTESI
Prevede l'evento di verifica ed ovviamente anche in questo caso c'è da scegliere tra le 2 alternative
QUANDO COSA CHI (si occupa di formazione) DOVE VERIFICA
1° anno tirocinio Capi Unità Staff/CoCa
Zona/Regione
Staff/Coca
Zona/REgione
1° anno CFP Regione o Zona a seconda della scelta tra le due alternative
1° anno CFM FoCa Regionale Regione FoCa Regionale
Dopo 6 mesi da CFP o CFM Weekend di verifica FoCa Regionale Regione FoCa Regionale

L'evento di verifica potrà essere fatto dove si vuole appena passati i 6 mesi dal CFP o CFM.
Dopo la partecipazione al weekend di verifica la Zona rilascia la autorizzazione.
La Zona su parere della CoCa può autorizzare adulti anche senza la partecipazione al CFP.

In tutte le ipotesi viene indicata come utile e da stimolare la partecipazione ad eventi formativi di zona, regione e del territorio In tutte le ipotesi la autorizzazione dura tre anni per la Branca in relazione alla quale si è partecipato al CFM.
In caso di cambiamento di branca, senza concludere la seconda parte dell'iter, è necessaria la partecipazione ad un weekend metodologico (CAM).

INDICAZIONI PER GLI EVENTI "NUOVI"

CAMPO DI FORMAZIONE PERSONALE
CFP

Dovrà essere elaborato un modello unitario che preveda i seguenti argomenti:
La figura del Capo. La CoCa. La Associazione
Le scelte del Patto Associativo
L'aspetto vocazionale del servizio
Il Progetto del Capo. La progettualità personale

E' auspicabile sia svolto in un luogo significativo con incontro con realtà di servizio.

CFM

Nella seconda ipotesi (previsione del weekend di verifica) il CFM darà un mandato ai partecipanti di ragionare su una esperienza concreta vissuta con i ragazzi con particolare attenzione a: cosa abbiamo fatto, a quali obiettivi educativi la attività rispondeva, quali sono stati i problemi incontrati, quali sono stati gli effetti ottenuti.

WEEKEND DI VERIFICA INTERBRANCA

Dovrà essere elaborato un modello unitario omogeneo che permetta di:
verificare il percorso personale ed il lavoro metodologico
fare il punto sulla propria scelta di Capo
ragionare sulla intenzionalità educativa
confrontare le esperienze fatte su mandato del CFM (eventualmente di Branca o mantenendo la composizione interbranca così da permettere a tutti di cogliere le motivazioni educative delle attività specifiche anche da chi appartiene ad altre branche)

SECONDA FASE DELL'ITER
OBIETTIVO: NOMINA A CAPO E WOOD BADGE

Gli scopi della proposta sono: dare un segnale di continuità e prosecuzione della formazione a coloro che proseguono la scelta di servizio di Capo nella ottica della formazione permanente; superare la logica dell'automatismo della nomina a Capo rispetto al CFA, richiedendo che la persona partecipi ad eventi formativi diversi ed ulteriori rispetto al CFA e dimostri interesse per la vita associativa; prevedere una maggiore personalizzazione del percorso; dare valore ad esperienze significative fatte all'esterno della Associazione per motivi lavorativi o di interesse. Per quanto attiene alla valutazione del percorso abbiamo pensato che occorre dare fiducia ai nostri Capi e alla autorelazione che illustrerà il perché del percorso fatto ed il significato degli eventi a cui si è partecipato e sarà valutata dalla CoCa, dalla Zona e dalla Regione.

Per giungere alla nomina a Capo e wood badge sono necessari i seguenti requisiti:
esperienza di servizio educativo della durata di due anni dal completamento della prima fase
partecipazione al CFA dopo almeno 1 anno dal completamento della prima fase
partecipazione alla vita associativa
partecipazione ad eventi di formazione associativa o esterni

Raggiunti questi requisiti la persona potrà chiedere la nomina a Capo e wood badge presentando una autorelazione (su un modello predisposto) in cui ripercorre il percorso fatto specificando cosa ha fatto e perché. La richiesta passerà attraverso il parere della Coca, della Zona e della Regione.

Il CFA abilita a proseguire la conduzione della Unità per altri 2 anni entro i quali è necessario che vengano raggiunti gli altri requisiti ed ottenuta la nomina. In caso contrario decade la autorizzazione.

In sintesi la proposta prevede che dopo l'anno di tirocinio, avvenuta la partecipazione agli eventi della prima fase (CFP e CFM e, se approvato, l'evento di verifica), quindi al più presto dal secondo anno di servizio inizia la seconda fase dell'iter che avrà una durata minima di due anni nel corso dei quali la persona svolgerà servizio educativo, parteciperà al CFA (dopo almeno 1 anno dalla conclusione della prima fase), parteciperà alla vita associativa (assemblee ed altro), parteciperà ad eventi di formazione interni (Campi Bibbia, Campi di catechesi biblica, ecc...) o esterni.

Questa seconda fase ha quindi la durata minima di due anni dalla conclusione della prima.

Aver preveduto altri due anni di autorizzazione una volta effettuato il CFA, consente alla persona di poter raggiungere gli altri requisiti anche con maggiore tempo ed elasticità, sempre nella ottica di rispondere alle esigenze di personalizzazione.

Nei casi di decadenza della autorizzazione la persona può chiaramente continuare a svolgere il proprio servizio ma non come capo unità.

Abbiamo anche elaborato una proposta alternativa che vede la separazione della nomina a capo dal wood badge
E' tematica già affrontata in passato in Associazione.
E soluzione possibile nel contesto internazionale
Il momento ulteriore di formazione è la partecipazione ad evento di formazione per adulti per garantire una prosecuzione della formazione nella ottica già evidenziata della formazione che segue la persona nel corso del suo servizio.
La nomina a Capo autorizza alla conduzione di unità e a tutti gli altri ruoli dell'associazione (elettivi e di nomina) in modo permanente. Il campo di formazione della terza fase serve ad ottenere il riconoscimento internazionale (wood badge).

SECONDA FASE DELL'ITER
OBIETTIVO: NOMINA A CAPO

Questa fase è perfettamente identica alla seconda fase già descritta

TERZA FASE
OBIETTIVO: WOOD BADGE

E' prevista e richiesta la partecipazione ad un campo di formazione per adulti della durata di 6 giorni a cura della FoCa nazionale con queste tematiche:
lettura sociologica della realtà giovanile
lettura pedagogica del metodo in raffronto con altri metodi educativi
presenza nella Chiesa e confronto con le altre religioni
dinamiche di crescita tra adulti e modalità di animazione di un gruppo di adulti.

Modalità e tempi della sperimentazione

La commissione lascia a Capo guida e Capo scout il compito di decidere se: effettuare la sperimentazione impegnando tutta la Associazione con sospensione dell'iter previsto dai regolamenti attuali effettuare la sperimentazione solo in alcune realtà proseguendo nelle altre la attuazione dell'iter previsto attualmente sperimentare una sola ipotesi o tutte quelle che il CG deciderà.

Per quanto attiene ai tempi la commissione propone di
Far partire subito il lavoro di preparazione (modelli unitari degli eventi nuovi, individuazione e formazione formatori, ecc..)
Dare inizio alla sperimentazione nel settembre 2008 con destinatari coloro che a quella data non hanno iniziato l'attuale iter Prevedere come durata della sperimentazione 5 anni (considerato che il tempo minimo di conclusione delle due fasi è tre anni e la norma dovrebbe collocarsi intorno ai quattro)
Prevedere una verifica dopo due anni in Consiglio Nazionale sugli eventi della prima fase con lavoro preparatorio di commissione ad hoc
Monitoraggio a cura della FoCa nazionale
Verifica dopo 5 anni sulla efficacia in CG
Si possono pensare anche diversi sistemi di verifica con passaggi diversi in diversi organi

In ogni caso la commissione propone che chi avrà effettuato il CFM entro il 31.8.2008 è autorizzato ad avere la responsabilità della unità per tre anni (in parallelo con i tempi della autorizzazione della ipotesi sperimentale).

La commissione si impegna a predisporre per la pubblicazione sugli atti i criteri di verifica della sperimentazione.


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