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21 gennaio 2010

Documento del Consiglio Regionale Agesci della regione Calabria sui recenti eventi di Rosarno

 Documento del Consiglio Regionale Agesci della regione Calabria sui recenti eventi di Rosarno

"Tra Gesù e il povero c'è un alleanza. Questo mistero è infinito quanto il cuore dell'altissimo"

Nel manifesto culturale che come Capi dell'AGESCI Calabria abbiamo stilato nel 2008, chiariamo chi e come vogliamo essere. Tra le priorità evidenziate: perseverare, incrementare e testimoniare il nostro impegno educativo verso il bene (la legalità, la giustizia, una sana cultura del lavoro...) che nella nostra terra è, soprattutto, impegno contro la criminalità organizzata e contro la gestione clientelare del potere; questo deve avvenire non solo attraverso la prassi educativa quotidiana fatta anche di piccole cose, ma anche attraverso il confronto e la collaborazione con quanti, nella società civile, se ne occupano più specificatamente, dando loro sostegno e trasmettendo, così, al territorio un forte messaggio di un possibile cambiamento.
In questi giorni abbiamo assistito, purtroppo, all'ennesimo grave fatto in cui l'essere umano perde ogni dignità per mano di chi fa della prevaricazione sociale e della prepotenza l'unico valore. L'escalation di violenza e intolleranza scatenata a Rosarno dalla rivolta dei lavoratori immigrati stagionali ha scosso la sensibilità e le nostre coscienze.
I gruppi AGESCI presenti nella città si sono fatti promotori in questi anni di una serie di iniziative volte a lenire le difficoltà dei fratelli immigrati che versavano in condizioni di serio disagio (distribuzione di generi di conforto, aiuto alla mensa Caritas, banco alimentare etc. ), nonché di specifiche azioni educative rivolte ai bambini, ragazzi e giovani della città finalizzate a diffondere una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione in pieno spirito scout.
Ancora una volta come "Associazione Educativa" ci interroghiamo e lo facciamo partendo dalle posizioni chiare sancite dallo Statuto, dal Patto Associativo e dall'appartenenza viva alla Chiesa Cattolica.
"Ci impegniamo a rifiutare decisamente, nel rispetto delle radici storiche e delle scelte democratiche e antifasciste espresse nella Costituzione del nostro Paese, tutte le forme di violenza, palesi ed occulte, che hanno lo scopo di uccidere la libertà e di instaurare l'autoritarismo e il totalitarismo a tutti i livelli, di imporre il diritto del forte sul debole, di dare spazio alle discriminazioni razziali.
Ci impegniamo a spenderci particolarmente là dove esistono situazioni di marginalità e sfruttamento, che non rispettano la dignità della persona, e a promuovere una cultura della legalità e del rispetto delle regole della democrazia.
Ci impegniamo a formare cittadini del mondo ed operatori di pace, in spirito di evangelica nonviolenza, affinché il dialogo ed il confronto con ciò che è diverso da noi diventi forza promotrice di fratellanza universale."
Non possiamo come Calabresi dimenticare il nostro passato e presente di "migranti",le nostre radici culturali improntate all'accoglienza e alla solidarietà, non possiamo non mettere il nostro essere cristiani davanti a tutto, condannando ogni forma di violenza, ed il nostro essere capi educatori ed operatori di pace deve partire da qui, dal testimoniare che la convivenza con i fratelli di diverse nazionalità può e deve esistere, che l'educare alla tolleranza deve essere un impegno quotidiano fatto di piccoli gesti e non, o non solo, di grandi manifestazioni. I capi della Calabria si sentono chiamati in prima persona nella lotta ad ogni forma di razzismo, intolleranza, subcultura mafiosa, e si impegnano a rispondere con gesti concreti e coerenti alla loro chiamata di educatori in questa nostra terra ricca di civiltà e cultura ma anche di inquietanti contraddizioni.

Lamezia Terme, 17/01/2010

  Il Consiglio regionale


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