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11 gennaio 2010

Romilda Del Pra è tornata alla casa del Padre

 Romilda Del Pra è tornata alla casa del Padre

Cari amici,
con grande dispiacere vi informiamo che Romilda Del Pra, conosciuta da moltissimi di noi come la "poetessa della Val Codera", ci ha lasciati venerdì 8 gennaio 2010 al termine di una lunga malattia. Romilda non ha mai avuto incarichi o un ruolo ufficiale all'interno dello scautismo e della nostra Associazione eppure ne è stata una parte essenziale, una testimone che l'ha accompagnata in tante fasi fin dagli anni più bui, un'amica per intere generazioni di scout. Era nata nel 1919 e ha vissuto quasi tutta la sua esistenza in una valle remota e raggiungibile solo a piedi: la Val Codera. Conobbe gli scout durante il periodo di clandestinità, partecipò a molte delle loro attività, divenne un punto di riferimento, una vedetta, la pastorella che portava di nascosto le lettere dei partigiani rifugiatisi sopra Codera al Comitato Nazionale di Liberazione a Milano.
Raccontava lei stessa quell'esperienza con queste parole cariche di poesia:
"Ai primi giorni di settembre 1939, quando sul mondo stava per scatenarsi la grande tragedia che fu la seconda guerra mondiale e noi giovani, cresciuti all'ombra del credere, obbedire, combattere, sentivamo che doveva esserci qualcosa di più valido, che guidasse il nostro andare incontro alla vita, risale il mio primo incontro con lo scautismo clandestino, ovvero con le Aquile Randagie di Baden. In Val Codera non c'erano controlli e potevano svolgere le loro attività senza timori. Vicino al fuoco di bivacco di questi giovani incominciai a trovare delle risposte alle mie domande; si parlava di popoli fratelli, di un mondo migliore nella giustizia e nella pace. Vicino al Rifugio Brasca intorno al fuoco di bivacco di questi scout, ascoltavo le loro speranze, le loro esperienze e i loro progetti per il domani e, quando la fiamma si stava spegnendo in un paesaggio quasi irreale, vicino alle montagne, la luna illuminava la Sfinge, il Ligonchio e l'ultimo guizzare della fiamma illuminava i volti pensosi degli scout, era più che naturale che l'inno nato quassù sgorgasse nostalgico accorato alle loro bocche. La luna delle vette dice del tempo che già fu, del tempo che sarà e questa speranza guidò negli anni più bui il cammino degli scout".
L'incontro con gli scout fu per Romilda uno stimolo di promozione umana e di presa di coscienza. Dopo la guerra fu una delle prime donne ad entrare in politica assumendo anche responsabilità amministrative a livello comunale e testimoniando l'impegno delle donne cattoliche. Ripeteva: "Se la donna può raddrizzare qualcosa lo deve fare".
La sua casa a Stoppadura, vicino a Bresciadega è stata il punto di sosta per centinaia di campi scuola: a tutti offriva da bere, una poesia, un racconto.
La sua amicizia per gli scout è stata grandemente ricambiata: anche in questi giorni e in queste ore sono tantissime le lettere provenienti da tutta Italia di Capi, Rover e Scolte e persino di Esploratori e Guide che chiedono notizie di lei. Come avviene per le persone che hanno ben vissuto è nel momento del distacco che si percepisce più nitidamente la grandezza. Di lei, persona semplice e umile, si può ben dire che fu pietra scartata da costruttori che divenne testata d'angolo. Grazie a lei anche il cammino dello scautismo e l'importanza che può rivestire nella vita dei nostri ragazzi ci appare più chiaro. Grazie Romilda.
Vi invitiamo ad associarvi a noi nel ricordarla con affetto, a dire una preghiera per lei e nel chiedere al Signore la Grazia di essere sempre all'altezza, nel nostro servizio, di interpretare quell'ideale alto di scautismo e guidismo al quale Romilda ha sempre creduto.
Buona Strada

  Alberto Fantuzzo e Paola Stroppiana
Presidenti Comitato Nazionale AGESCI


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